Quando mi è capitato di passare per Verona, per Padova e altre città nei dintorni sono rimasta meravigliata dal loro modo di concepire le enoteche. Un buon bicchiere di vino insieme ad amici e colleghi appena usciti dall’ufficio, con qualche stuzzichino di pane e affettati, e poi via a casa o al ristorante per la cena. Ma non solo. Un luogo di incontro e convivio, dove radunarsi per parlare e bere insieme, in modo spesso spartano e rustico. Da Il Vinaccio ho trovato questo e molto altro.

A Milano le enoteche sono un po’ diverse. Spesso locali studiati, con tavoli a sedere e anche proposte di cibo. Ambienti in cui ci si rischia di sentire in soggezione se non si ha una lunga esperienza in fatto di vini. Anche quando si parla di acquistare una bottiglia da portare agli amici o da gustarsi a casa, spesso la scelta si dirama in due possibilità: ci sono le grandi enoteche, quelle in cui se non prendi un prodotto di alta gamma ti guardano un pochino storto, oppure i supermercati con il loro servizio impersonale. Il Vinaccio si colloca proprio nel mezzo, colmando di fatto questo vuoto: una vineria di quartiere senza puzza sotto il naso, che valorizza piccoli produttori, con diverse fasce di prezzo e con consigli amichevoli.

Qui il vino al calice è accompagnato dal sorriso e dalla chiacchiera piacevole di persone competenti che amano bere il succo d’uva e condividerne il piacere. Qui non si fa l‘aperitivo alla milanese, ma sono taralli, affettati, crostini e olive a incorniciare il vino. La filosofia de Il Vinaccio è semplice: i soci vanno a ricercare vini da piccoli produttori e piccole cantine, si ritrovano al Montalcino (il caldo e ottimo ristorante in via Valenza) e fanno degustazioni a occhi chiusi, senza sapere cosa bevono. Parlano e si consultano, degustando circa 30 vini, e decidono cosa vendere. Se un vino gli piace lo vendono, se non gli piace non lo vendono: elementare, ma efficace. Non si avvalgono neanche di scale di giudizio esterne, ma su “cuori” che stabiliscono il gradimento del prodotto.

Oltre alla storica enoteca di Ripa di Porta Ticinese, il 22 settembre apre ufficialmente anche Il Vinaccio di piazza Ambrosoli. Ma se non vuoi uscire, c’è anche l’e-commerce, con una selezione di etichette spesso oscurate da brand più grandi: ci sono circa 350.000 produttori in Italia e i soci de Il Vinaccio si muovono e ricercano viaggiando quelle etichette più piccole, prodotte da famiglie che spesso hanno bellissime storie da raccontare. Io ne sono rimasta colpita, per il modo di concepire il vino e per il piacere di passare una serata con loro.

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Il Vinaccio
Piazza Ambrosoli, 3
Lun/Sab 10 – 21
Dom 
10 – 13
Ripa di Porta Ticinese, 49
Lun/Dom 17 – 1.00