Nell’immaginario collettivo si può riconoscere un Milanese Doc per la sua innata capacità, o meglio, esigenza di arrivare sempre puntuale. Tuttavia questa sua dote viene meno con l’arrivo di una delle feste più amate della città di Milano: il Carnevale Ambrosiano. Quando il resto dei suoi connazionali è pronto a dar tregua alla sua glicemia e al suo colesterolo per iniziare la Quaresima, il Milanese arriva con quattro giorni di ritardo. Il Rito ambrosiano infatti, al contrario di quello romano, sancisce l’inizio della Quaresima non il Mercoledì delle Ceneri, ma la Domenica successiva. Dietro a questo ritardo, come sempre, non si poteva nascondere altro che una leggenda: andiamo alla scoperta della storia del Carnevale Ambrosiano!

LA STORIA DEL CARNEVALE AMBROSIANO

“Ambrogio che fine ha fatto?”. Tranquilli non è scomparso nessun maggiordomo, ma il santo del cuore di tutti i Milanesi fu semplicemente in ritardo (il colmo!). Fu proprio Sant’Ambrogio a cambiare la storia del Carnevale Ambrosiano e a chiedere ai suoi concittadini di posticipare l’inizio della Quaresima per avere il tempo di tornare da un pellegrinaggio. In realtà, non esiste un unico aneddoto al riguardo. Sembra infatti che siano stati gli stessi Milanesi ad approfittare dell’attesa per festeggiare qualche giorno in più! Insomma… quando Ambrogio non c’è, i Milanesi ballano (e mangiano)!

Un’altra versione vede il contrattempo di Sant’Ambrogio come un impegno diplomatico presso la corte imperiale o addirittura presso il Papa e la curia romana. Per questo, in veste di cittadino illustre, il vescovo concede una dispensa per prolungare i festeggiamenti fino al suo ritorno. Smettendo di dare la colpa ad Ambrogio e al suo vizio di non guardare l’orologio, un altro motivo potrebbe essere la fine di una grave pestilenza che colpì la città di Milano proprio durante il periodo precedente alla Quaresima.

Storia del Carnevale Ambrosiano
Storia del Carnevale Ambrosiano: il carnevale al Castello Sforzesco – © Baroque

Il Carnevale Ambrosiano raggiunse il suo apice durante il XVI secolo con il diffondersi della Commedia dell’Arte che portò il buon umore con le maschere tradizionali del Carnevale. Tuttavia, questa festività tanto cara al popolo meneghino, non era vista di buon occhio da Carlo Borromeo (di lui ve ne avevo già parlato qui ). Infatti l’ arcivescovo dal 1571 iniziò una vera e propria battaglia contro il Carnevale Ambrosiano. Senza nessun indugio riuscì a strappare un giorno in meno ai festeggiamenti e a ridurre l’area dove celebrarli, durante la pestilenza nota come “peste di San Carlo”, fino a proibirne le maschere. Come potete notare la crociata di San Carlo è stata come una ciambella senza buco.

LE MASCHERE AL CARNEVALE AMBROSIANO

Ogni Carnevale (Ambrosiano e non) che si rispetti, porta allegria e buon umore con le proprie maschere regionali. Quelle milanesi o comunque lombarde sono i coniugi Meneghino e Cecca. Il nome completo del personaggio maschile è “Meneghin Pecenna”. Deriva da “Domenighini”, che è il nome dei servi delle ricorrenze domenicali, e da “pecenna”, che significa  “pettine”. Il Meneghino, maggiordomo per eccellenza della nobiltà milanese, era soprattutto il coiffeur delle sciure d’èlite. Lo riconoscerete dalla casacca verde che svela un panciotto fiorato come il telo di un divano, le calze a righe bianche e rosse da fare invidia a Spugna e un cappello a tricorno senza troppe pretese.

La sua sposa Francesca, per gli amici Cecca, si contraddistingue per un vestito color verde smeraldo, un grembiule bianco a pois stretto bene in vita con un corsetto nero alla piratessa, in testa dei chupa chupa che adornano la sua pettinatura “alla brianzola”, il tutto avvolto da un umile scialle di tulle. Entrambi i personaggi si mostrano senza maschera, entrambi servi ed entrambi capaci di trovare la soluzione ai problemi grazie alla loro perseveranza e intelligenza.

Storia del Carnevale Ambrosiano
Meneghino e Cecca – © Libero Blog

LA TRADIZIONE DEL CARNEVALE AMBROSIANO

Parliamo ora di questi festeggiamenti che hanno fatto tanto discutere nel tempo. Infatti prima della Domenica delle Ceneri, ha luogo nel sabato grasso (al posto del martedì) la grande parata del Carnevalone, l’apice del Carnevale Ambrosiano. Quest’anno il Grande Corteo storico si terrà sabato 9 marzo al pomeriggio per poi concludersi in Piazza Duomo con lo spettacolo serale.
Ora non vi resta che essere per una volta dei Milanesi atipici e cogliere l’occasione di essere in ritardo (Sant’Ambroeus vi dà il permesso) almeno una volta. Se invece il Carnevale non fa per voi, potete andare alla ricerca di qualche altro evento che la nostra città offre qui.

Se dopo aver scoperto la storia del Carnevale Ambrosiano, volete scoprire altre curiosità riguardo la storia di Milano potete cercare nella sezione Vecchia Milano del blog!